L'artista vuole rappresentare attraverso una raccolta temporanea e condivisa di materiali
scaricati dal web (immagini e informazioni di cronaca, fotogrammi o intere sequenze, suoni,
opere fotografiche e pubblicazioni) il parallelismo tra il tradizionale evento circense e la società in cui viviamo,
enfatizzando gli interpreti e creando un pretesto destinato a produrre una relazione.
L'artista si muove nella rete come un "creatore di percorsi", attivando collegamenti tra diversi saperi.
Le situazioni da costruire sono opere vissute, effimere ed immateriali, un’arte della fuga del tempo che resiste ad ogni limite prefissato.
Utilizzare le forme culturali esistenti per stimolare, senza giudicare, interpretazioni e porsi nuove domande.
Il CIRCO, quindi, non solo come lo spettacolo itinerante per eccellenza,
punto terminale del processo creativo da contemplare, ma sito di navigazione,
momento in una catena infinita di contributi, atto rivelatorio, percorso di configurazione antica e contemporanea al tempo stesso,
che produce nuovi possibili scenari espressivi.
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Il video è un tentativo di rappresentare il mondo contemporaneo nella sua complessità, instabilità e ambiguità,
caratteristiche specifiche di ciò che ci sta intorno ed elementi radicati nel nostro essere, enfatizzati dalle vicissitudini del cambiamento.
La percezione di stimoli che passano e si modificano velocemente gioca un ruolo fondamentale nella rappresentazione visiva,
come prodotto delle emozioni e al tempo stesso del tentativo di soddisfarle, nel suo essere sempre in bilico tra riflessione e azione,
idea e gesto, stimolo e brivido, e nel continuo tentativo di stabilire un reale contatto con l’esterno.
Cleptomania mentale come modalità per acquisire ed elaborare conoscenze, immagine come esperienza immediata di significati profondi e complessi,
rappresentazione diretta, concetto sintetico, pratica dell’immaginario.
Accettare le diverse possibili interpretazioni, suggerire emozioni senza offrire una soluzione finale,
considerare tutte le possibilità ma leggerne consapevolmente una sola per volta, con una possibilità di comprensione
che è sempre dinamica, incompleta, di superficie. Ingaggiare la mente dell’osservatore in una sfida costante.
Assumersi la responsabilità di creare un’opposizione rispetto ad un determinato fine senza necessariamente doverla condividere.
Annullare i confini dello spazio e del tempo.
L’opera diventa il momento, l’attimo in cui lo sguardo dell’osservatore la fa vivere e la completa.
Esperienza estetica ed emotiva in cui ci si perde per ritrovarsi.
Marcello Maugeri
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